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Un nuovo giornalismo tra pubblico & privato   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da presspubblica  
mercoledì 04 febbraio 2004

La linea editoriale di presspubblica, che si costruisce con il contributo di tutti
 




C’era bisogno di un luogo, ancorché virtuale, dove incontrarsi, scambiarsi informazioni ed opinioni, chiedere consigli o proporre soluzioni, chiacchierare e magari sfogarsi?
presspubblica risponde sì! Perché chi opera nel campo dell’informazione e della comunicazione, o comunque se ne interessa a vario titolo, può provare talvolta la sensazione di sentirsi solo in un campo d’azione che è nuovo per tutti, che appare ancora in evoluzione se non in costruzione.
Mettersi alla prova, lanciarsi in un percorso tutto da stabilire, può essere impegnativo, a volte snervante. Nasce l’esigenza di confrontarsi.
E proprio attraverso il confronto, che implica lo scambio delle reciproche esperienze, si determina la possibilità di crescere.
Le Amministrazioni pubbliche, centrali e locali, affidano alla buona volontà degli operatori la gestione, che diviene spesso rappresentanza, dei servizi e delle informazioni, dei rapporti e della produzione; in un certo senso le P.A., interessandosi unicamente di fare una bella “vetrina”, sembrano non rendersi conto di diventare editrici, cioè di produrre e diffondere le notizie su eventi, servizi, programmi, incontri, dichiarazioni. Fanno informazione e comunicazione servendosi di giornalisti e comunicatori anch’essi in costruzione, dipendenti pubblici con un’autonomia professionale via via più accentuata e resa necessaria dall’operare in un campo simile ad una jungla.
Proprio per questi motivi, per la professionalità che finalmente la legge sembra voler riconoscere, presspubblica si propone come comunità nascente, in costruzione, in evoluzione.
Nasce un germoglio, in un luogo libero da impedimenti e formalismi. Alimentiamolo con le nostre conoscenze, perplessità, timori, aspettative, desideri di crescita professionale. E alimentiamolo soprattutto con i nostri pezzi, cedendo alla voluttà di scrivere ed essere letti. Insieme facciamolo diventare una grande pianta, un punto di forza da cui trarre beneficio, un valore aggiunto per tutti.
Dove arriveremo? Chiediamocelo e rispondiamoci, confidiamoci e confrontiamoci.

presspubblica 4 febbraio 2004


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Civitella del Tronto non si arrende. Dietro la cinta delle mura angioine e con pochi uomini a disposizione la resistenza all'esercito di Vittorio Emanuele si fa ogni giorno più difficile. L'Italia è ormai cosa fatta, un'unione siglata tramite accordi politici e poi imposta ai più. Ma nelle terre di tradizione borbonica esistono altre prove di fedeltà, altre consuetudini e alleanze. "Il figlio del fiume" è una storia romanzata, che permette di entrare a pieno nell'atmosfera di quel periodo turbolento, costellato da molte contraddizioni, eppure così decisivo per le sorti del futuro Stato italiano.

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