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Era un giovane orso, si chiamava Bruno....   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
mercoledì 28 giugno 2006
Viveva nel Trentino, coccolato e protetto da un progetto europeo, come tutti i giovani era spinto dalla curiosità di conoscere il mondo, cercava il fresco nei boschi, si è diretto verso nord, ha passato il confine senza passaporto, perché no, lo fanno tutti, è giunto in Austria e poi in Baviera, nella Germania, dove lo hanno ucciso

Questa notizia, apparsa sulla stampa per un paio di giorni, mi ha lasciato interdetto. Ci ho rimuginato sopra, più ci pensavo e meno mi convinceva la necessità di questa “licenza di uccidere” rilasciata in tutta fretta, quasi in competizione, dai due Stati a noi confinanti.

Ho cercato di saperne di più, non risulta nessuna aggressione all’uomo, solo qualche pecora e un po’ di galline hanno contribuito al suo mantenimento; niente di straordinario, la popolazione dei plantigradi è ormai piuttosto diffusa in Italia e l’uccisione di alcuni capi di bestiame viene prontamente risarcita.

Anzi, le vittime di queste razzie culinarie, agricoltori e contadini, riconoscono che è un disagio, ma positivo, la presenza di questi animali porta turismo e pecunia nelle casse locali. Si è detto che si avvicinava troppo alle case quando era a caccia di cibo, ma in Canada, per esempio, succede tutti i giorni e non c’è nessuna sparatoria contro gli orsi, teniamo anche presente che i grizzly sono ben più aggressivi dei nostri batuffoloni di pelo.

Esistono molteplici sistemi per catturare un orso adulto, dal narcotico alla femmina sexy, perché non si è ricorsi a questi sistemi? Lo vediamo in TV quasi quotidianamente. Il tempo impiegato per concedere la “licenza di uccidere” sarebbe bastato a far intervenire dall’Italia un esperto, ammesso che in Germania non vi siano persone qualificate.

Non riesco a giustificare una simile decisione, è assurda, crudele, inopportuna e fuori legge. La Comunità Europea e l’Italia hanno investito fior di soldoni in questo progetto, ora mi chiedo se saranno risarcite. Non voglio dire altro, ma se fossi un bambino mi metterei a piangere e, come anziano, non vorrei che si rinverdisse la favola del tedesco cattivo.

Uccidere un animale così è come distruggere un bosco, alla fine facciamo del male a noi stessi, ai nostri figli e ai nostri nipoti.

hyeracon


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