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Il Piave, 91 anni fa ...   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
giovedì 25 maggio 2006
“Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio, dei primi fanti il XXIV Maggio, l’esercito marciava per raggiunger la frontiera, per far contro il nemico una barriera”
In quei giorni l’Italia dichiarava guerra all’Austria-Ungheria e le prime truppe si avviavano a difendere i confini. Era per noi lo scoppio della Grande Guerra, ed anche un grande miscelatore dei caratteri regionali dando come risultato uno spirito italiano unitario

Oggi non è più così, abbiamo perso alcuni valori che facevano da collante alle vecchie generazioni. Con l’Europa, ottima idea peraltro, abbiamo perso il senso di Patria; i nemici di ieri sono gli amici di oggi, è bellissimo, però forse ci manca quello struggersi del cuore quando si vede la bandiera sventolare e quando si sentono canti tipo “La leggenda del Piave”.

Credo di immaginare ciò che i nostri soldati al fronte sentirono dentro di sé quando il nemico iniziò a ritirarsi; la parola Patria aveva un senso, la terra su cui poggiavano i piedi era la Patria; come lo aveva la parola “Rodina” per i soldati russi che resistettero a Stalingrado.

Oggi ci litighiamo per le poltrone del potere, sembra quasi che l’Italia non c’entri, sia solo “un’espressione geografica” o, ancora peggio, un immenso mercato da spartirsi. Dopo le ultime elezioni l’Italia è divisa circa a metà, diciamo che 24000 voti hanno determinato a far abbassare il piatto della bilancia di qualche millimetro da una parte, è democrazia.

Adesso che tutto è a posto l’alternanza democratica vorrebbe che possono cambiare i manovratori, la strada del tram è sempre quella, ma forse mi sbaglio…..

Mi viene in mente ciò che mi raccontava il Professore di matematica: siamo in due, io mangio un pollo intero e tu niente, ma per la statistica entrambi abbiamo mangiato mezzo pollo. Oggi è successo che la parte vincente ha invitato a cena quella perdente, ma solo a cena finita….

Se gli avversari di oggi avessero avuto in comune l’ideale di Patria, se avessero spartito il fango delle trincee, credo che avrebbero spartito il pollo. Nella politica non dovrebbero esistere faide personali ed entrambe le parti dovrebbero mirare a gestire al meglio la nazione e non passare il tempo a smontare ciò che il governo precedente ha fatto, a ragione o torto.

Pensiamo un po’ di più alla nostra Storia, chiediamoci se siamo i degni eredi di quei poveri ragazzi che sacrificavano la vita combattendo per un’Italia libera, non per questo schifo.

hyeracon


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