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Morte di un cetaceo, forse vittima di un killer umano   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
mercoledì 03 maggio 2006

Le immagini del corpo 'spiaggiato' senza pinna caudale, ritrovato sugli scogli della Sardegna - Attacco di squali ... le reti degli invadenti giapponesi ... o tutt'e due






Era piccolo, lungo circa cinque metri, lo hanno trovato due giorni fa, spiaggiato sugli scogli a Calalunga, un piccolo fiordo nell’isola di San Pietro, nel sud-ovest della Sardegna. A prima vista sembra essere stato un giovane capodoglio, che forse ha perso la strada.

Il povero animale indifeso era privo di pinna caudale, forse persa per un attacco di uno squalo o perché impigliato nelle reti della tonnara dell’isola Piana, entrata in funzione nei pressi pochi giorni fa.

E’ la seconda volta in circa 25 anni che succede un fatto simile nello stesso posto: qui da noi non ha incidenza, ma a livello mondiale questi fenomeni sono numerosi e la popolazione dei cetacei si sta avviando lentamente all’estinzione. Il Giappone e la Norvegia non fanno nulla per ovviare a questa strage, continuano a cacciare i poveri cetacei inermi senza pietà.

In questi mesi la catena alimentare marina é in movimento: si muovono le acciughe e le sardine, seguite da branchi di tonni, palamite ed altre specie pelagiche che a loro volta sono seguite da squali e cetacei.

Forse il capodoglio inseguiva i tonni, benché più veloci, e si é impigliato nella rete, agitandosi per liberarsi ha perso la coda e magari qualche squalo, era stato avvistato uno squalo della specie makò in tonnara, lo ha azzannato e inseguito fino alle rocce.

La cosa triste é che il numero dei tonni sta calando di anno in anno sia come numero di catture che come dimensioni, queste tonnare fisse, ormai solo due in Italia, non coprono le spese della pesca. I branchi di tonni sono decimati dai pescherecci giapponesi che li avvistano con l’aereo e li circondano di reti volanti, spostandoli poi in un luogo idoneo a nutrirli per farli ingrassare, proprio come i maiali.

Il Mediterraneo, una volta “Mare Nostrum” é diventato di tutti fuorché nostro; ma non sarebbe opportuno che tutti i Paesi rivieraschi mettessero un veto alla pesca da parte di altri Paesi extra Mediterraneo per conservare almeno in parte la nostra natura? Forse é un’eresia ma io credo che con una minima buona volontà si potrebbe cooperare in tal senso, mettendo magari all’ordine quei simpaticoni dalle acque territoriali flessibili, come la pelle delle p ...

Credo che per sfruttare il mare nel modo giusto bisogna amarlo ed averne paura.

hyeracon




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