martedì 25 aprile 2006
Sono passati 61 anni dalla data fatidica, eppure ancora oggi, in questa giornata che dovrebbe simboleggiare l’unità d’Italia, il suo riscatto morale, si rinverdiscono antichi rancori, si proferiscono velate minacce e si ricordano antichi dolori. Forse sarebbe ora di smetterla, ridimensionare gli avvenimenti, chiamare le cose col loro vero nome e cercar di capire il vero spirito che animò i combattenti
Oggi il Presidente Carlo Azeglio Ciampi consegnerà alla vedova di Gino Bartali, la Signora Adriana, una medaglia d’oro al merito civile, in verità alquanto tardiva, per l’opera svolta dal gran campione in favore degli ebrei durante il periodo nazi-fascista.
Questo é un altro aspetto delle mille sfaccettature che contraddistinguono questa giornata. Quello che era un fulgido esempio di ribellione ad una dittatura, si trasformò in una sanguinosa guerra civile che venne poi strumentalizzata dai vincitori per demonizzare per decenni gli avversari politici.
Fu il buon senso degli italiani nel 1948 a cambiar rotta ed evitare di finire in un’altra secca forse peggiore di quella da cui erano appena usciti.
Purtroppo gli strascichi di quei giorni appaiono ancora adesso: quando uno non la pensa come noi gli diamo del “fascista”; in Spagna, dove la guerra civile fu più sanguinosa della nostra, quando finì si fece il possibile per riappacificare gli animi. I morti rossi vennero sepolti accanto ai morti neri, erano tutti spagnoli …
Nel nostro amato Paese no, non appena qualcuno accenna che non tutti erano eroi, c’erano anche delle mele marce, subito viene additato al pubblico ludibrio, bollato come destrorso fascista e magari venduto agli americani; americani che si svenarono per aiutarci, con molte perdite di vite umane, a scrollarci di dosso il regime nazifascista e la cui bandiera oggi viene bruciata quasi come moda. E’ come mordere la mano che ci ha nutrito, neanche i cani lo fanno …
Piantamola lì, diamo il giusto valore alla Resistenza, modifichiamo i libri di storia nelle scuole che sono scritti a senso unico e cerchiamo di tener presente che le dittature, sia oligarchiche che del popolo, non sono mai una giusta soluzione per l’uomo.
Il 25 Aprile 1945 ci ha dato la LIBERTA’, cerchiamo di non buttarla via per interessi personali o partitici, é la nostra più grande ricchezza, non disperdiamola, perché con lei butteremmo via anche il sacrificio di tanti uomini coraggiosi, di entrambe le parti, uomini fieri, con una sola parola. Nell’ultima campagna elettorale si é ripreso a demonizzare l’avversario, non é buon segno …
W l’ITALIA e W gli ITALIANI!
hyeracon |