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Nella testa del lupo per scoprirsi più umani   PDF  Stampa  E-mail 
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martedì 14 giugno 2016

La stagione del potere e altri racconti - di Benny pistone

"La stagione del potere e altri racconti": l'arte difficile di scegliere e altre storie di vita nel secondo libro di Benny Pistone

Ogni storia è a sé, d'accordo. Ma se un filo attraversa le righe legando le storie tra loro, e gli dà respiro, nasce un'opera.

Succede con "La stagione del potere e altri racconti" di Benny Pistone, pubblicato in questi giorni da Pegasus Edition per la Collana Emotions Narrativa.

Sei storie per 160 pagine di varia umanità e di animale primordialità, legate dalla prospettiva soggettiva, interiore, della narrazione.

Che rende quasi umano al lettore il lupo Nero, protagonista del racconto che intitola la raccolta, seguito passo passo nella sua lotta per diventare capo branco, nel suo obbedire solo alla legge dell'istinto e della natura - ma anche della vita - per cui a volte le cose vanno come devono andare, certi atti vanno compiuti, dimenticati, e si va avanti, come ricorda la citazione in apertura.

Storie che si sviluppano in contesti asciutti, segnati da ferite, o avviati sui binari stanchi di un presente un po' arido: il passato di solitudine da orfano dell'aspirante chef Tonio; la quotidianità di Enrico, apparentemente spento nei sentimenti; la vita del professore che ha lasciato anni prima il paese ma non ha messo radici in città.

Storie dure, anche, che i tiri del destino o un futuro amaramente diverso da quello immaginato, come ne "Il vetro crepato", portano a epiloghi imprevisti: "..il tuo servizio termina qui... ora. Chiudi gli occhi" soprende il cecchino protagonista della storia omonima, in un'atmosfera quasi metafisica.

Eppure ci si sente bene a fine lettura. Vicini ai personaggi e alle loro vicende, alle loro fragilità, ai loro riscatti. Coinvolti negli happy end che in alcuni casi l'autore - questa volta a confronto con storie al presente, quasi intimistiche, dopo il romanzo storico d'esordio ("Il figlio del fiume") - generosamente accorda. Il meccanismo dell'empatia ha funzionato.

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Civitella del Tronto non si arrende. Dietro la cinta delle mura angioine e con pochi uomini a disposizione la resistenza all'esercito di Vittorio Emanuele si fa ogni giorno più difficile. L'Italia è ormai cosa fatta, un'unione siglata tramite accordi politici e poi imposta ai più. Ma nelle terre di tradizione borbonica esistono altre prove di fedeltà, altre consuetudini e alleanze. "Il figlio del fiume" è una storia romanzata, che permette di entrare a pieno nell'atmosfera di quel periodo turbolento, costellato da molte contraddizioni, eppure così decisivo per le sorti del futuro Stato italiano.

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