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Atti di giornalismo casuale   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da presspubblica  
mercoledì 21 dicembre 2011
Random acts of journalism, chiama così Mathew Ingram i tweet come quello del cittadino pakistano che diede la notizia del raid nel quale venne ucciso Bin Laden, mentre l’azione era ancora in corso

Immagine dal web


Da Lsdi

«Anche se il cittadino pakistano che su Twitter diede la notizia del raid in cui venne ucciso Bin Laden mentre l’azione era ancora in corso non può definirsi giornalista, quello che lui e altre migliaia di persone hanno fatto e continueranno a fare quando sono testimoni accidentali degli avvenimenti è uno degli elementi chiave del giornalismo contemporaneo – Atti di giornalismo casuale – Ma questo, secondo Mathew Ingram, non deve indurre "alla tentazione di restringere la nostra definizione di giornalismo": anche se fuori di esso ci può essere del cattivo giornalismo (ma ce n’era in grande quantità anche prima che arrivasse internet)».

«Esistono una grande quantità di esempi di quelli che lui chiama ‘random acts of journalism’ (atti di giornalismo casuali) da parte di persone che accidentalmente si trovano in un determinato luogo e forniscono immagini o informazioni sulla vicenda...»

«Queste persone sono dei giornalisti?, si chiede Mathew Ingram su Gigaom.com. Assolutamente no. Ma quello che essi fanno è chiaramente uno degli elementi chiave del giornalismo attuale. Perché – spiega – il giornalismo sta diventando un ecosistema di cui chiunque può diventare parte, piuttosto che un concetto statico associato a uno specifico gruppo professionale e a uno specifico insieme di piattaforme e di supporti».

Il giornalismo come nuovo ecosistema di cui tutti possono diventare parte

Why the man who tweeted Osama bin Laden raid is a citizen journalist

Immagine dal web


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