sabato 24 luglio 2010
Non si tratta del famoso commissario cinematografico, ma di quella vera, dei rifiuti maleodoranti che stanno invadendo Palermo, che ancora circondano il centro di Napoli o che, nascosti agli occhi dei più, a volte anche tossici, vengono per così dire smaltiti da tutta Italia in discariche abusive scaricandone la terribile eredità su poche martoriate regioni. Sembra che non se ne parli più...
Le reti televisive - la stampa ha rimediato - non parlano dell'immondizia, la 'munnizza', che sta strozzando Palermo.
Il silenzio della tv italiana, il mezzo d'informazione tuttora più seguito dalla media dei cittadini, deve denunciarlo il quotidiano francese Le Monde con il suo articolo su 'Palerme, ville-poubelle délaissée' (Palermo, città-spazzatura dimenticata, ndr), rilanciato dai giornali nostrani (solo a campione, l'Espresso del 21 giugno o il Corriere della sera del 23 giugno).
Perché? Dov'è la famosa 'opinione pubblica', possibile che non si dia voce ai cittadini che combattono contro i sacchetti di spazzatura traboccanti e le amministrazioni inefficienti? Possibile che i processi che determinano quali informazioni vengono 'date in pasto' al pubblico, cosa fa notizia in un certo periodo, siano così saldamente in mano ai cosiddetti poteri forti economici e politici? Alcuni dei quali hanno evidentemente tutto l'interesse al silenzio su una situazione tutt'altro che risolta, ma anzi in espansione, perché coi rifiuti si fanno un sacco di soldi, e 'Gomorra' già lo diceva nel 2006 ? Eppure è un problema che potrebbe presto riguardare tutti noi.
Se è certamente vero che diritto all'informazione e sistemi di corruzione - leggi: ddl sulle intercettazioni e P3 - sono temi attuali, scottanti e decisivi per il futuro delle istituzioni e della vita sociale, la tragedia dei rifiuti non è da meno.
La situazione di Palermo è drammatica. I rifiuti, si legge in un servizio ("Nuove cartoline dall'Italia assediata, ora è Palermo la frontiera della 'munnizza'", di Enrico Del Mercato) pubblicato nell'ambito del reportage 'Spazzatour' di Beppe Sebaste sul Venerdì di Repubblica del 9 luglio, si ammucchiano nel centro della città come nelle strade interne di Mondello, il 'mare' di Palermo. La sua unica discarica, Bellolampo, sta per scoppiare, l'azienda comunale per la nettezza urbana, l'Amia, è in amministrazione controllata nonostante i cospicui aiuti anche statali e nessun tiggì ha dato spazio alla tragedia. Perché di tragedia si tratta, non solo per il capoluogo siciliano, ma per l'Italia intera.
Palermo è infatti solo la punta dell'iceberg, l'iceberg della disinformazione, o meglio della mancanza di informazione, perché anche su Napoli e provincia è calato il buio, dopo l'osannato intervento della Protezione civile. In realtà, sempre secondo il reportage, la situazione non sarebbe affatto risolta e neppure sotto controllo essendo, solo per dirne una, stata aperta una sola discarica (dall'articolo 'Il grande bluff del tandem B&B' di Guido Viale pubblicato nel reportage), quella di Chiaiano. Gli impianti esistenti sono al collasso, quelli di trattamento biologico dei rifiuti, per il riciclo, non funzionerebbero. E la provincia di Caserta, scrive Sebaste, sarebbe piena di discariche occultate sotto le coltivazioni. Il tutto con un enorme giro d'affari.
Le organizzazioni criminali, aiutate da mille connivenze, allungano le mani ovunque, su ogni settore, in ogni regione italiana. Il pericolo 'rifiuti' non è circoscritto a Campania e Sicilia. Sveglia, media italiani, è informando con rigorosa ricerca della verità e trasparenza che si fa un servizio al Paese. Sveglia, cittadini, informiamoci e pretendiamo di essere informati.
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