giovedì 24 giugno 2010
Sono andati al referendum il 95% dei lavoratori a Pomigliano e ha vinto il ‘sì’, ma se fosse stata una vera scelta avrebbero votato tutti ‘no’. In realtà si trattava di un ricatto che coinvolgerà in futuro tutto il mondo del lavoro. Qualcuno prima o poi dovrà tener conto di quanti non saranno disposti a cedere con il classico ‘Tengo famiglia’!
A Pomigliano, a parte il business della criminalità, c’è solo la Fiat. Eppure il 37% dei lavoratori ha detto no a Marchionne. Che coraggio!
Ma la storia è stata scritta da uomini coraggiosi, da quelli che hanno saputo opporsi nonostante prevedibili ritorsioni, che hanno rischiato non solo il lavoro, ma anche la vita per quello in cui credevano. Sono quegli uomini che hanno permesso alle generazioni successive di lavorare con un contratto, anche a tempo indeterminato, con orari stabiliti, con ferie pagate, con tutele in caso di malattia o di gravidanza. Hanno manifestato, scioperato, lottato e hanno conquistato quello che oggi noi ci facciamo togliere da sotto il naso: i diritti dei lavoratori e dei cittadini, la libertà di sciopero, la libertà di stampa, la libertà di opinione.
Oggi quegli uomini sono anziani. Aprono il giornale e scrollano la testa sconsolati. Questo mondo non lo capiscono più, non appartiene loro. Guardano con rammarico a quanto si è prodotto nel nostro Paese, increduli. Dopo tante battaglie! Sperano ancora di lasciare un mondo migliore nelle mani dei figli e dei nipoti e per questo si battono ancora. Li incontri alle grandi manifestazioni, partecipano come quando erano giovani. Sembrano voler cercare le mani giuste in cui lasciare il testimone, per poi andar via, per sempre.
È anche in nome di questi uomini e di queste donne che diventa inaccettabile il ricatto. Buttare tanti progressi nel cestino, come se nulla fosse stato fatto, come se le conquiste dell’ultimo secolo, quelle del suddito divenuto cittadino, dello schiavo divenuto lavoratore, della femmina divenuta donna, non fossero mai avvenute, è semplicemente inaccettabile.
Qualcuno ha detto che ha vinto il ‘sì’ a Pomigliano. Ma in queste condizioni, in assenza di una politica industriale del governo, mentre si parla di crisi globale e si muore di crisi locali, nonostante le pressioni sui lavoratori, la solitudine politica e la paura di restare senza lavoro, quando si guarda al referendum di Pomigliano il dato vero, quello da sottolineare più volte, è quello dei ‘no’ che sono davvero tanti. Messi con le spalle al muro, con lo stesso coraggio dei padri, oltre 1.600 lavoratori non hanno ceduto al ricatto e hanno risposto da uomini veri a quanti, giorno per giorno, sempre di più, cercano di allevarli come pecore. Grazie a loro possiamo dire che l’orgoglio di essere uomini non è stato ancora sconfitto e che non sempre il ‘Tengo famiglia’ può essere una ragione per scendere a compromessi inaccettabili. Grazie ai ‘no’ di Pomigliano il branco di lupi non avrà vita facile. Resta da capire solo chi, a livello politico, deciderà di camminare a fianco dei lavoratori!
bianca |