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«L'han giurato. Li ho visti in Pontida ...»   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da presspubblica  
mercoledì 18 novembre 2009
Immagine dal webGode Brunetta, nuovo Giano ma unifronte, sempre rivolto al passato, a prima del contratto del 1980. L'ultima trovata è quella sul giuramento, inteso come adesione supina alla riedizione di un vecchio sistema, «Sennò ti licenzio!». Ma Berchet sarebbe stato contrario. Editoriale sul tema di Carlo Mochi Sismondi sulla newsletter di ForumPA








«L'han giurato. Li ho visti in Pontida
convenuti dal monte, dal piano.
L'han giurato, e si strinser la mano
cittadini di venti città»

Questo l'incipit della poesia 'Il giuramento di Pontida' di Giovanni Berchet, al secolo Riccardo Michelini, nato a Milano il 23 dicembre 1783 e scomparso a Torino il 23 dicembre 1851. E per lui i giuramenti contavano, plasmavano l'intera vita.

Poeta e scrittore romantico, si iscrisse alla Carboneria, fu coinvolto ai moti del 1821 e se ne dovette andare in esilio prima a Parigi, poi a Londra ed infine in Belgio. Partecipò alle cinque giornate di Milano del 1848 e, dopo il fallimento della prima guerra di indipendenza, fu costretto a riparare in Piemonte. Nel 1850 si schierò con la destra storica e fu eletto al Parlamento subalpino. Insomma l'aveva giurato. 

Il giuramento ora l'impone Brunetta, a pena di licenziamento, per i dipendenti pubblici.

Sulla newsletter di ForumPA, ne parla approfonditamente Carlo Mochi Sismondi in un editoriale.

«L'editoriale»

Immagine dal web


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