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Accabadora, 'terminator' rurale di una Sardegna che non c'è più
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Inviato da BP
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giovedì 29 ottobre 2009
Terza opera di Enrico Pau, sceneggiatore e regista cagliaritano, il film in lavorazione è ambientato nel campidano sotto i bombardamenti americani nella seconda guerra mondiale. La figura della 'femmina' che allevia la sofferenza ai moribondi, tra realtà e leggenda e forse lontana parente di Ignazio Marino, sembra che adottasse diverse pratiche: dal soffocamento con un cuscino al colpo sulla fronte con un bastone d'olivo (su mazzolu), dalla bastonata dietro la nuca con un colpo secco allo strangolamento mettendo il collo dell'anziano tra le proprie gambe
Con il termine sardo s'accabadóra, colei che finisce, dallo spagnolo acabar, finire, terminare, veniva indicata una donna dispensatrice di eutanasia per le persone anziane in condizioni di malattia tali da portare i familiari a richiedere questo servizio. La pratica doveva essere gratuita per i parenti dell'anziano, perchè la morte a pagamento era peccato e non stava bene, oltre che portare sfiga.
Diverse i metodi dell'accabadora: dal soffocamento con un cuscino al colpo sulla fronte con un bastone d'olivo (su mazzolu), dalla bastonata dietro la nuca con un colpo secco allo strangolamento mettendo il collo dell'anziano tra le proprie gambe.
Uno scenario senz'altro crudo che appartiene ad un universo lontano, con soluzioni rapide e semplici, con domande che trovano sempre la risposta adeguata, come le tessere di quell'abecedario che per Michela Murgia è l'alfabeto elementare di «quando gli oggetti e il loro nome erano misteri non ancora separati dalla violenza sottile dell'analisi logica».
Il film di Enrico Pau in lavorazione è ambientato nel campidano sotto i bombardamenti americani nella seconda guerra mondiale; sua anche la sceneggiatura scritta insieme all'autrice di romanzi Antonia Iaccarino e ad Igor Tuveri, autore di fumetti e graphic novel e illustratore di fama internazionale.
Nella filmografia di Enrico Pau, 53enne cagliaritano, compaiono Pesi Leggeri, 2001, Jimmy della collina, 2006, il documentario Voci sul mare, 2008, e appunto L'Accabadora, in produzione.
Nel 1996 la sua prima regia cinematografica, il cortometraggio La Volpe e l’Ape, primo premio al Festival Visioni Italiane di Bologna, e premio per la miglior regia al Festival di Siena. Nel 1997 dirige l’operetta musicale Il Brutto Anatroccolo da Andersen, uscita nella collana de Il Manifesto musicata da Giorgio Gaslini e interpretata da Maria Pia De Vito e Paolo Fresu. Nel 1998 realizza il documentario Storie di Pugili e nel 2004, con il documentario L’Anatema di Aquilino dedicato al poeta cagliaritano Aquilino Cannas, vince il Premio Giuseppe Dessì.
BP |
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