mercoledì 09 gennaio 2008
Ho fatto il militare a Napoli, quasi mezzo secolo fa, ricordo con piacere quel periodo: la simpatia e l’allegria dei napoletani, la buona cucina, i panorami mozzafiato, l’arte d’arrangiarsi, la musica eterna, il culto del passato e dei bambini, la facilità di comunicazione e d’integrazione
Sono ritornato in questa splendida città negli anni successivi per lavoro ed ogni volta la trovavo più caotica, più degradata, più pericolosa; la cosa mi stupiva ma non troppo, perché ho sempre pensato che una città che ha dato tanto all’umanità in grande cultura e genialità, potesse anche essere un poco “pazzerella”, si sa che i grandi cervelli sono tanto presi dai loro profondi pensieri che spesso sono disattenti, sbadati e disordinati.
Sono rimasto sorpreso dagli avvenimenti degli ultimi giorni, non avrei mai creduto che i napoletani si adattassero a vivere per un tempo così lungo nella spazzatura; si sa, le promesse non mantenute portano a uno stato di adattamento psichico, di rinuncia, che rende anche difficile la presa di posizione di un Masaniello, la storia c’insegna.
Ho assistito in TV a vari conciliaboli sull’argomento, con l’unica conclusione che l’Italia sta cambiando: una volta lo sport nazionale era il calcio, oggi è lo scaricabarile.
Ogni tentativo di attribuire una responsabilità a questa deprecabile situazione è fallito in partenza, nello stesso Governo le personalità coinvolte si scannano pubblicamente l’un l’altro, l’importante non è far luce sui fatti, trovare una soluzione duratura, la massima priorità è salvare la poltrona.
La popolazione scoperchiò a Viterbo il palazzo del Papa perché il conclave stava durando troppo, se fossi il Presidente della Repubblica, ma non credo che ne abbia i poteri, darei un ultimatum a tutti i responsabili coinvolti, a partire dal Presidente del Consiglio: se in 30 giorni non ripulite la città e risolvete il problema, le vostre poltrone verranno sepolte sul fondo dei luoghi dove verrà portata la spazzatura e se vorrete sedervi, dovrete spostare i sacchetti di persona.
Non lamentiamoci se i giornali stranieri ci trattano come Terzo Mondo, in Africa certe cose non succedono!
hyeracon |