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Allarme nelle città   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
lunedì 29 ottobre 2007
La gente si lamenta, ha paura, a Genova arrivano rinforzi nelle Forze dell’Ordine, si potenziano i mezzi, si piazzano telecamere, la gente protesta in piazza: in Sicilia contro la Mafia, a Napoli contro la Camorra e il degrado, a Roma non si è capito bene contro o a favore di chi, ma comunque hanno manifestato. Cos’è diventata la nostra Italia? E’ giusto chiamarlo sempre “il Belpaese”?

Mi sono ritirato a vivere in una piccola isola, i costi della vita sono inferiori e con le nostre pensioni se si riesce a risparmiare sulla spesa forse ci si può riscaldare qualche ora in più. Stando laggiù, però, ho perso l’atmosfera delle grandi città. In questi giorni sono venuto a Genova per un “check-up”, se una vecchia nave si vuole conservare più a lungo, occorre programmarne la manutenzione.

Ieri mi sono recato in una delegazione alla periferia di Genova per ricaricare il telefonino TIM, negozio centrale, sulla via principale, gestito da due simpatiche giovani ragazze sotto la trentina. Il negozio era abbastanza affollato, le ragazze facevano del loro meglio tenendo d’occhio chi entrava.

Ad un certo punto la signorina più vicino all’entrata, al mio sguardo interrogativo perché sbirciava sempre verso la porta d’ingresso, mi spiegò che avevano già rubato tre cellulari di quelli messi in mostra, bloccati solo da un cavetto d’acciaio. Ad un tratto entrano due giovani sulla trentina che iniziano a guardare tutte le vetrine. La ragazza inizia a tenerli d’occhio, ma questi, parlando a bassa voce tra loro, continuano a spostarsi da una vetrina all’altra, finché uno di loro esce lasciando la porta aperta.

Mentre la ragazza urla di chiudere la porta, con uno strappo fulmineo il giovane rimasto dentro con uno strappo ruba uno dei telefonini esposti e fugge. Urla delle persone dentro il negozio, delle commesse, della gente per strada, purtroppo ho intravisto il gesto con la coda dell’occhio, era ad un metro da me e se solo avessi allungato una gamba sarebbe andato a sbattere contro la vetrina.

Purtroppo da ieri il mio cervello rimugina su ciò che ho visto e su cosa sarebbe potuto succedere se avessi atterrato il ladro. Era armato? Avrebbe reagito? Sarei stato capace di difendermi da un giovane che mi attaccava? Capisco meglio ora le reazioni della gente ed il perché si cercano di minimizzare i problemi. Paura.

Il problema è molto importante e solo adesso sembra che quelli hanno sempre difeso e tollerato il permissivismo, inizino ad accorgersene. Le reazioni dei Sindaci di Firenze, Bologna, Milano rientrano in questo caso: le grandi città iniziano ad essere a rischio. L’allargamento dell’Unione Europea ha fatto sì che la gente fosse attratta da ciò che vede in TV, l’Italia è bella, la gente gentile, la legge richiede anni per essere applicata; un regalo anche alla malavita che nel Paese d’origine deve rigar dritto perché se finisce in galera è difficile uscirne.

Il problema dell’educazione e della disoccupazione dei giovani hanno anche le loro responsabilità: chi riesce a laurearsi spesso rifiuta un posto a suo dire degradante; coccoliamo i figli grandi come se fossero bamboccioni, come dice il nostro ministro amante delle tasse e loro se ne approfittano, non se ne vanno più di casa, ma come potrebbero se gli stipendi iniziali sono sempre così bassi?

I genitori sono felici di averli in casa, ma in cantina non stampano cartamoneta, per cui fanno sacrifici ed arrivano a vendere le proprietà che i loro genitori avevano accumulato col duro lavoro. I giovani non solo devono essere mantenuti, ma bisogna fornir loro i vestiti griffati, telefonino, macchina e “argent de poche”.

Nascono così i guadagni facili: per seguire modi o esempi di amici, s’inizia a trafficare droga, scippare e così via. Qual è la medicina? Non lo so, ma so cosa mi piacerebbe: che chi è in galera ci resti, che per i reati lievi ci sia il lavoro coatto di pubblica utilità, che le Forze dell’Ordine possano sparare per prime, che la gente comune non pensi di farsi giustizia da sola e soprattutto che venga potenziata la prevenzione.

E’ inutile riempirsi la bocca in difesa della “privacy” dei cittadini quando questi vengono scippati e magari uccisi sulle pubbliche strade da delinquenti che la fanno franca perché qualche benpensante ha paura che la telecamera lo riprenda con l’amante o dove non dovrebbe essere!

Ricordo una frase che m’insegnò mio padre: “la tua libertà finisce, dove inizia quella degli altri, ma il tutto basato sul rispetto reciproco”.

hyeracon


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