lunedì 15 ottobre 2007
Per leggere un giornale o ascoltare un notiziario TV, occorre avere quello che era definito “pelo sullo stomaco”. Cronaca nera sempre in prima pagina, proiezione, durante ora di cena, di particolari di stanze e scale insanguinate, dettagli di efferati omicidi, lunghissime relazioni sui peli pubici reperiti sul luogo del delitto e sul DNA; ospedali fatiscenti, burocrazia dello Stato inefficiente e menefreghista, ministri che sfilano nei cortei di dimostranti contro il loro Governo, ci sarebbe da scrivere un lungo romanzo … ma
Con questi pensieri che mi ronzavano in testa, sono venuto, dall’amata isoletta, dove vivo, in Liguria, per un controllo straordinario della mia salute. Dietro suggerimento di un amico medico sono andato a fare i vari esami in un piccolo ospedale, dove, a suo dire, si è ancora pazienti e non numeri di libretto ASL.
In effetti, sono stato accolto da persone sorridenti che mi hanno subito messo a mio agio, detto fatto, un breve colloquio e la macchina degli esami si è subito messa in moto. Per una miglior comprensione di quanto sarà poi scritto, mi sembra giusto premettere che in questi ultimi anni ho cambiato residenza diverse volte, alla ricerca del luogo ideale dove gettare l’ancora definitivamente.
Allora, ritornando all’ospedale, pronto ad iniziare il calvario di raggi, punture e così via, mi siedo in sala d’attesa pronto al cimento.
Primo intoppo: come documento esibisco la tessera sanitaria europea, non serve a nulla, mi viene detto, sopra c’è solo il Codice Fiscale. Ma io abito in Sardegna, mi sono portato con me la tessera europea perché mi hanno detto che sostituisce quella cartacea.
Ricerca disperata di una soluzione, alla fine trovata con una telefonata in Sardegna ed altre in Liguria. Finalmente! Ora s’iniziano gli esami! No, non è possibile, il computer centrale non riconosce il mio nominativo, ci vuole il numero della tessera.
Altra telefonata in Sardegna che manda via fax copia del mio libretto e nel frattempo ci informa che come Regione Autonoma hanno deciso di abolire la tessera cartacea numerata dell’ASL, dal momento che ormai esisteva la tessera europea ed il Codice Fiscale era più che sufficiente per identificare una persona! Perciò, senza quel numero che non esisteva il sistema centrale non si attivava e non poteva stampare le etichette delle provette dei miei esami!
Altro giro di telefonate, stavolta con Roma e finalmente viene deciso di reinserirmi nel “database”. Perfetto, ora si parte, pensavo, non mi ero dimenticato di essere a digiuno completo dalla sera precedente.
Illusione! Il sistema non riconosceva ancora il mio nome; altro giro di ricerca e la scoperta che il mio onorato cognome era stato storpiato dalla persona che aveva caricato il mio nome nel computer!
Apportata anche questa modifica, vedevo la luce e sognavo un caffè…… Purtroppo nel comune di residenza non avevano aggiornato il mio nuovo indirizzo, in fondo era appena un anno e mezzo che avevo traslocato! Altro giro di telefonate ed anche questa è andata a posto.
Finalmente riesco a fare questi benedetti esami, ringrazio tutti e corro a bermi un caffè e a mangiarmi un pezzo di focaccia.
Perché quest’articolo? Perché in fondo in Italia non è tutto da buttare, al piccolo ospedale di S. Margherita Ligure, della A.S.L. 4 “Chiavarese”, soprattutto al reparto DAY HOSPITAL MEDICO MULTIDISCIPLINARE ho trovato Dirigenza e personale sempre sorridente, competente e soprattutto paziente ed impegnato a risolvere il mio problema che, anche loro, affrontavano per la prima volta.
A tutti loro un GRAZIE di cuore.
hyeracon |