giovedì 26 luglio 2007
Leggo con orrore e tristezza le notizie degli incendi che, ormai in tutti i mesi dell’anno, continuano a martoriare il Bel Paese. In questi ultimi giorni purtroppo ci sono anche delle vittime, forse è giunto il momento di porci delle domande e, soprattutto, di ricevere delle risposte
Prima domanda: E’ mai stato fatto un calcolo del costo degli incendi in un anno? Intendo dire: costo dei beni distrutti, sia appartenenti allo Stato che ai privati; costo d’immobilizzo, dal momento che un terreno agricolo diventa improduttivo per qualche tempo; un fabbrica non produce ed una casa non rende affitti. A questi costi occorre anche aggiungere quelli di usura e a volte perdita di mezzi e delle persone impegnate nello spegnimento, più incendi più mezzi e persone. Non ho voluto citare i costi delle vittime, in quanto mi rifiuto di voler solo pensare al costo di una vita umana. Includerei anche il costo dei risarcimenti assicurativi. Tutti questi costi, se calcolati, porterebbero ad una cifra assurda che forse spiega il motivo perciò non si fanno questi calcoli, è meglio che il popolo non sappia….
Seconda domanda: Cosa si fa come opera di prevenzione? Direi ben poco, se gli incendi hanno effetti così catastrofici ed anche i mezzi impiegati sembrano pochi per l’area che devono coprire. Le città sono abbastanza bene organizzate con uomini e mezzi ma basta uscire dagli abitati ed i sistemi di prevenzione scompaiono. Il nostro Paese ha la fortuna di avere abitanti con uno spirito civico di collaborazione molto elevato, voglio precisare che sto parlando dei volontari, persone meritevoli con un cuore grande così, che, però la maggior parte delle volte intervengono per spegnere un incendio boschivo con delle frasche. Ringraziamoli anche per questo! Oggi tramite il satellite si riesce a leggere la targa di una macchina, con gli infrarossi si identifica al buio un piccolo animale, ma non ho mai sentito dell’uso di questi strumenti nella prevenzione. Gli addetti ai lavori, interpellati, parlano di cronica mancanza di fondi. Bisogna anche ricordare che la parola “prevenzione” è sempre suonata un po’ ostica da noi, i Tutori dell’Ordine addetti al traffico hanno sempre preferito appostarsi dopo la curva e non prima, per far rallentare i piloti pazzoidi.
Terza domanda: Come risolvere il problema? Non lo so, non ho né la qualifica né la competenza per dare un suggerimento, però, in qualità di cittadino, mi piacerebbe che i soldi spesi come citato al punto uno, venissero impiegati per la prevenzione. Potenzierei il numero degli addetti alla protezione del territorio, massimo uso di strumenti moderni che ti permettono di monitorare anche gli angoli più remoti. Come trovare il personale e come addestrarlo? Credo che si possa fare, risparmiando sui costi degli incendi si potrebbe gestire le prevenzione ed anche far lavorare tante persone disoccupate. Dove mettere questa gente? Se non sbaglio con l’eliminazione della ferma obbligatoria, il numero dei soldati è diminuito di molto, quindi dovrebbero esserci molti edifici e terreni dimessi, usiamoli.
Dobbiamo voler bene all’Italia per i nostri che si sono battuti per crearla, per noi che ci viviamo e per i nostri nipoti che ci vivranno. Amiamo la natura, non come strada politica per fare carriera ma come persone che sono orgogliose del passato e guardano al futuro con speranza e certezze, senza i pastrocchi ed gli intrallazzi vari.
hyeracon |