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Carloforte, in mare un'altra vittima del progresso   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
martedì 26 giugno 2007

E’ successo di nuovo! Oggi, a poco più di un anno da un analogo incidente, un povero delfino è morto nelle acque di Carloforte, falciato quasi certamente dalle eliche di un veloce motoscafo






Foto: Sandro Emanuelli

Oggi (ieri, ndr), poco prima delle 19.00, Antonello Da Costa, armatore di un piccolo motopeschereccio di Carloforte, ritornava a casa dopo una faticosa giornata di lavoro; sulla rotta verso casa, avvistava qualcosa di nero che galleggiava che a prima vista sembrava una muta da sommozzatore.

Immediatamente l’esperto pescatore si è diretto verso l’oggetto per un controllo, scoprendo con rammarico che si trattava di un piccolo delfino morto, con la testa probabilmente spappolata da un’elica.

Ligio alla regola, il Cap. Da Costa ha provveduto ad assicurare l’animale ad una cima e ad avvisare la Guardia Costiera. Questa è intervenuta subito con una veloce motovedetta che ha badato a scortare il motopesca con il povero delfino a rimorchio verso il porto, per le perizie del caso.

Ho visto casualmente l’arrivo dal mio balcone dei natanti, sembrava un funerale: davanti la motovedetta che faceva strada procedendo lentamente, avvisando le altre imbarcazioni di non intralciare il passaggio con brevi colpi di sirena; dietro il peschereccio procedeva con il cadavere a rimorchio. Una tristezza.

Come dicevo prima, è la seconda volta in un anno che succede un incidente ad un prezioso animale marino. I delfini sono curiosi, socievoli, si avvicinano volentieri alle barche per giocherellare con le onde, purtroppo questi piloti domenicali pensano che se non vedono barche possono correre, dove?

Ricordo che una volta si cercavano barche con un motore che non lasciasse in panne, la troppa velocità era rischiosa sia per motivi di sicurezza sia d’affidabilità del motore, quando una barca andava a 15 nodi era già considerata “veloce”.

Oggi si costruiscono barche più leggere, gommoni, mezzi che con motore di poca potenza planano facilmente a velocità superiori ai 25 nodi. Purtroppo i piloti di molte di queste imbarcazioni sono “piloti della domenica”, a cui manca l’abilità e l’esperienza per fronteggiare l’imprevisto che, come ben sanno quelli che conoscono il mare, è la regola.

E la strage degli innocenti continua……

hyeracon

Carloforte


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