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L'automobile   PDF  Stampa  E-mail 
Inviato da hyeracon  
venerdì 18 maggio 2007
Un altro episodio della serie "flash back". Quando si è ragazzi, il mito dell'auto è uno dei primi che ci colpisce, come le malattie "rosse" (parlo di morbillo, scarlattina ecc.), nel secolo scorso, quando avevo 20 anni, successe questo ...

Nel 1958, quando compii 18 anni, desideravo tanto una macchina, ma non ce la potevamo permettere. Nel gruppo di amici c’era GF., che aveva una 600, F., che guidava la FIAT 1300 del padre e GM., che lavorava come rappresentante di una importante fabbrica di macchine da caffe’ e guidava una 600 multipla con il campione di macchina da caffe’ installato sopra.

Quest’ultima macchina fu la mia scuola guida: la prima volta che sedetti al volante avevamo appena finito di far benzina dal distributore ESSO dell’amico P. di fronte all’albergo Puppo a mare: mollai la frizione di colpo e per poco non abbattei le colonne della benzina!

Successivamente imparai a guidare per bene, anche se ero senza patente. Continuavo a far pressione su mio padre che mi disse che avremmo acquistato la macchina col mio primo stipendio. Fu così: quando tornato da militare nel 1964 iniziai a lavorare, acquistammo una 1100/103 bicolore da un parente acquisito della zia N.; fu un vero affare, la macchina aveva solo 20.000 Km. percorsi in 4 anni dal proprietario che era un vecchio ingegnere ottantenne, bisognava quasi rodarla, visto che il motore era quasi addormentato. Lo risvegliai velocemente.

La 1100 aveva il cambio al volante e divano invece che poltroncine, mi sentivo un altro! Tenni quella macchina per un paio d’anni, ero in servizio permanente effettivo con tutti i parenti di mamma appiedati.

Poi per un anno la condivisi con mia sorella che nel frattempo aveva iniziato a guidare, poi ne comprammo una nuova. Papà come dipendente dell’IRI, poteva acquistare l’ALFA ROMEO a prezzo scontato, per cui, visto che iniziavo a guadagnare abbastanza con gli americani, mi tolsi la soddisfazione di prendere una 1300 TI nuova.

Ricordo l’emozione della guida: era scattante, una gran tenuta di strada, un motore veramente unico! Acquistai poggiatesta e cambiai il volante con uno in legno, i miei dicevano che ero fissato! Purtroppo, dopo circa 2 anni, un meccanico idiota mi cambio’ le candele e mise quelle del 2500! Il risultato fu un bel buco calibro 9 nel bel mezzo di un pistone!.

Alle mie lagnanze piuttosto calorose, lo scemo si offrì di ripararla gratuitamente, gli risposi che non mi sarei fidato nemmeno a fargliela lavare, ma comunque lui avrebbe pagato la riparazione certamente, ma fatta da un altro! Fui portato da un amico da A., un meccanico giovane, a Genova, ex collaudatore ALFA ROMEO.

Simpatizzammo subito. Si tenne la macchina per una settimana, io intanto friggevo……. Quando mi chiamò per dirmi che la macchina era pronta, andammo a provarla in autostrada, sui Giovi e poi verso Milano. Avevo notato che l’assetto era piu’ basso, ma mi aveva detto che aveva bilanciato gli ammortizzatori (ero ignorante più di adesso); la macchina aveva un rombo più cupo, ma andava che era un piacere, meglio di prima.

Giunti nella pianura, mi disse di schiacciare….a meta’ gas eravamo gia’ a 160 Km/h, la velocita’ massima; mi disse di schiacciare ancora…..a 200 ebbi paura….. Quel fenomeno aveva ricuperato un kit AUTODELTA e l’aveva montato, gratis, solo per il piacere di farlo! Non vi dico la goduria!

Con A. restai amico per molti anni, finche non iniziai a viaggiare frequentemente e ci perdemmo di vista, ma lo ricordo ancora con piacere. Dopo la 1300 AR passai alla 1600 super, poi provai una FIAT 124, una 850 Diesel, una FIAT spagnola, una LAND ROVER, poi ritornai all’ALFA con una 2000 a benzina e poi una 164 turbodiesel.

A questo punto cambiai di nuovo e volli provare un BMW 2000: preferivo di gran lunga l’ALFA ROMEO. Ora mi sono tolto uno sfizio, ho un TERRANO II della NISSAN che va bene ovunque, robusto e sicuro.

Con l’ALFA Giulia 1600 ricordo un episodio: percorrevo in Francia la strada in pianura che portava al passo del Moncenisio e c’era una PORSCHE con targa tedesca che faceva lo stesso percorso. In pianura ci si sorpassava a vicenda ma la macchina tedesca andava meglio; ai primi contrafforti del passo ero attaccato al sedere della PORSCHE e, in un attimo, realizzai che scalando di marcia velocemente avrei avuto lo spunto per sorpassarlo.

Detto fatto misi la seconda con una doppietta e partii, quando il tedesco se ne accorse ero ormai di fianco e dovette lasciarmi andare. Gareggiammo fino in cima al passo ma non riuscì mai a sorpassarmi; il motore bolliva e decisi di fermarmi sul passo per farlo raffreddare.

Il tedesco si fermò pure di fianco a me, scese un omaccione che mi fissò negli occhi con aria truce, poi battè una manaccia sul cofano della mia macchina e disse: - ALFA RRRROMEO, CRANDE MACHINA!!!! – Andammo a farci una birra insieme.

hyeracon


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